
Il contributo analizza il trattamento TARI degli impianti sportivi gestiti da ASD e SSD, evidenziando quando le aree destinate alla pratica sportiva possono essere escluse dal tributo. Particolare attenzione è riservata all’onere della prova, alla documentazione da allegare alla richiesta al Comune e alla possibilità di ottenere il rimborso delle annualità versate in eccesso.
Per molte associazioni e società sportive dilettantistiche la TARI viene considerata un costo fisso. In realtà, negli impianti sportivi la tassa rifiuti richiede una verifica specifica, perché non tutte le superfici hanno la stessa idoneità a produrre rifiuti urbani. Il tema riguarda palestre, piscine, campi da gioco, centri padel e impianti all’aperto.
Superfici sportive escluse dalla TARI: requisiti e prova
Il punto di partenza è idoneità della superficie. La TARI non si fonda sulla quantità effettiva di rifiuti prodotti, ma sulla idoneità oggettiva della superficie. Una zona non è esclusa solo perché usata poco o perché l’ente dichiara di non produrre rifiuti. Occorre dimostrare che, per caratteristiche e destinazione, quella parte dell’impianto non è normalmente produttiva di rifiuti urbani.
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